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venerdì 13 settembre 2019

Recensione La fioraia del Giambellino di Rosa Teruzzi

Ciao lettori,dopo qualche giorno lontano dal blog,  ritorno per lasciarvi in compagnia di un trio di donne, Libera, Iole e Vittoria, protagoniste di La fioraia del Giambellino di Rosa Teruzzi, secondo volume della seria Le Milanesi. Siete pronte a rincontrarle di nuovo?


Titolo: La fioraia del Giambellino
Serie: Le Milanesi #2
Autrice: Rosa Teruzzi
Casa editrice: Sonzogno
Genere: Giallo
Trama: Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no.





RECENSIONE


Spesso sono le verità taciute quelle che minano le indagini e che permettono agli assassini di farla franca.


 Manuela, é una donna di trentanove dall' idee un po' antiche e romantiche,
ha un solo desiderio più grande, quello di farsi accompagnare all' altare, il giorno del suo matrimonio, da suo padre, un uomo che non ha mai conosciuto, di cui non conosce il nome, e sua  madre, Patrizia, ha sempre tenuto tutto nascosto. Ma, Manuela vuole scoprire la vera identità del padre e realizzare il suo desiderio, così bussa a un casello ferroviario, dove abitano tre donne legate da un legame di sangue, ma dalle tre diverse personalità, Iole, Libera e Vittoria, nonna. madre e figlia. Ad aiutarla c' è Libera, la " detective- fioraia" con la passione delle indagine " fai-da-te" e con l' aiuto di Iole, la madre di Libera, le due giungono a una verità scandalosa... 


    Tra le righe di La fioraia del Giambellino le protagoniste sono tre donne, oltre al legame di sangue hanno in comune la passione per l' indagine, i cui nomi sono Iole, Libera e Vittoria, tre personaggi ben riusciti e di grande impatto. Tra le tre, la mia preferita resta Iole, un' allegra signora che pratica l' amore libero, una donna con una vita molto attiva * più della mia al momento!* . E' genuinauna protagonista che buca le pagine, incuriosisce sempre, ogni volta che appare. 
  Ma, anche le altre due protagoniste sono genuine, in questo secondo volume, poi si conosce molto di più Libera, solo di nome, perché questa protagonista ha sulle spalle dei macigni pesanti: la morte di suo marito Saverio, avvenuta anni prima in modo misterioso,  il ritrovamento di quel biglietto, avvenuto alla fine del primo volume,La sposa scomparsa, non ha migliorato la situazione, anzi, poi, l' atteggiamento della figlia Vittoria, chiusa in se stessa e solitario, non fanno altro che far preoccupare la madre.


  
     Lo stile della Teruzzi è elegante, semplice, senza fronzoli, riesce a tenerti inchiodata alle pagine, senza fatica, anzi con una semplicità unica e leggera, anche con la presenza dei misteri-  già perché in questo secondo volume i misteri sono doppi, oltre a quello del padre da ritrovare, c' è anche quello del biglietto, scritto su carta a quadretti, che lega il passato e il presente di Libera-, che danno una marcia in più alla storia, rendendola intrigante, a mio avviso!



   Ancora una volta, la Teruzzi mi ha portato con sé nel quartiere Giambellino, in un Agosto piovoso, in compagnia di tre donne che hanno ancora da raccontare.

  Ho letto in poche ore ' la fioraia del Giambellino ' e sono rimasta entusiasta da tutto: dallo svolgimento della storia, dalle protagoniste e dal finale.

   In conclusione, La fioraia del Giambellino si è rivelato un secondo libro all'altezza del precedente e, io, sono già immersa tra le pagine del terzo volume, Non si uccide per amore. Se non conoscete la Teruzzi o vi approcciate per la prima al genere, la serie " Le tre Milanesi" può far al caso vostro!!




⭐⭐⭐
Ella



2 commenti:

  1. Ciao Ella, ho letto tutti e quattro i libri della serie, che ho trovato davvero piacevoli :-)

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    Risposte
    1. Ciao Ariel, hai ragione. Spero che continua con la pubblicazione di questa serie perché è davvero molto piacevole da leggere :)!

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